L’otorinolaringoiatria è la specialità medico-chirurgica dedicata alla salute di orecchio, naso, gola e delle strutture anatomiche correlate della testa e del collo. Questi organi, apparentemente distinti, sono strettamente interconnessi anatomicamente e funzionalmente: le vie aeree superiori costituiscono un sistema integrato responsabile di funzioni fondamentali come respirazione, olfatto, equilibrio, udito, fonazione, deglutizione. Al Centro Paros di Brescia, offriamo un servizio otorinolaringoiatrico completo che integra valutazione clinica specialistica con diagnostica strumentale avanzata, utilizzando tecnologie all’avanguardia come l’endoscopia a fibre ottiche e la laringostroboscopia per diagnosi accurate e trattamenti mirati delle patologie otorinolaringoiatriche.
L’otorinolaringoiatria si occupa della diagnosi e del trattamento di un ampio spettro di patologie che interessano orecchio, naso, cavità paranasali, faringe, laringe, corde vocali, ghiandole salivari, e più in generale le strutture della testa e del collo.
Patologie dell’orecchio: comprendono otiti medie acute e croniche (infezioni dell’orecchio medio che causano dolore intenso, febbre, calo dell’udito), otiti esterne (infezioni del condotto uditivo esterno, comuni nei nuotatori), perforazioni timpaniche, colesteatoma (crescita anomala di tessuto nell’orecchio medio che può erodere le strutture ossee), otosclerosi (malattia ossea che causa progressiva perdita uditiva), presbiacusia (perdita uditiva legata all’età), ipoacusia improvvisa (perdita improvvisa dell’udito, emergenza otorinolaringoiatrica), acufeni (percezione di rumori nell’orecchio come fischi, ronzii), vertigini e disturbi dell’equilibrio (spesso correlati a disfunzioni dell’orecchio interno).
Patologie nasali e sinusali: includono riniti allergiche e non allergiche (infiammazione della mucosa nasale con ostruzione, starnuti, secrezioni), rinosinusiti acute e croniche (infezioni o infiammazioni dei seni paranasali con dolore facciale, congestione nasale persistente, secrezioni purulente), poliposi nasale (crescita di polipi benigni nella mucosa nasale che ostruiscono le vie aeree), deviazione del setto nasale (alterazione anatomica che causa ostruzione respiratoria), epistassi (sanguinamenti nasali ricorrenti), disturbi dell’olfatto (anosmia, perdita completa dell’olfatto, o iposmia, riduzione dell’olfatto).
Patologie faringee: comprendono faringiti acute e croniche (mal di gola da cause infettive o irritative), tonsilliti ricorrenti (infezioni ripetute delle tonsille palatine, particolarmente comuni nei bambini), ipertrofia adenoidea (ingrossamento delle adenoidi che causa ostruzione respiratoria nasale nei bambini), sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS, russamento e pause respiratorie durante il sonno causate da ostruzione delle vie aeree superiori), disfagia (difficoltà nella deglutizione), corpi estranei faringei.
Patologie laringee: includono laringiti acute e croniche (infiammazione della laringe con raucedine, tosse, dolore), noduli e polipi delle corde vocali (lesioni benigne che causano disfonia cronica, comuni in chi usa molto la voce), edema di Reinke (gonfiore delle corde vocali tipico dei fumatori), paralisi delle corde vocali (causa disfonia e possibili problemi respiratori), lesioni precancerose e tumori della laringe.
Patologie delle ghiandole salivari: scialoadeniti (infezioni delle ghiandole salivari), calcolosi salivare (calcoli che ostruiscono i dotti salivari causando gonfiore doloroso durante i pasti), tumori benigni e maligni.
Alcuni sintomi richiedono sempre valutazione specialistica: perdita improvvisa dell’udito (emergenza che richiede trattamento tempestivo), dolore intenso all’orecchio, sanguinamento dall’orecchio, secrezioni purulente persistenti, vertigini intense o ricorrenti, difficoltà respiratoria nasale persistente, sanguinamento nasale frequente o abbondante, dolore facciale intenso associato a secrezioni nasali purulente, raucedine persistente oltre le 2-3 settimane (richiede sempre laringoscopia per escludere lesioni gravi), difficoltà nella deglutizione, sensazione di corpo estraneo in gola persistente, masse palpabili nel collo, russamento importante con pause respiratorie notturne riferite dal partner.
Anche sintomi apparentemente minori ma persistenti o ricorrenti meritano valutazione: otiti ricorrenti, riniti croniche non controllate da terapie standard, tosse cronica senza causa evidente, alterazioni della voce.
La visita otorinolaringoiatrica è una valutazione specialistica completa di orecchio, naso e gola che integra anamnesi dettagliata, esame obiettivo accurato e, quando necessario, esami strumentali in sede per formulare diagnosi precise e impostare terapie appropriate.
La visita inizia con un colloquio approfondito durante il quale l’otorinolaringoiatra raccoglie informazioni dettagliate sui sintomi che hanno portato alla consultazione. Per problematiche auricolari, vengono indagati dolore (intensità, tipo, localizzazione), calo dell’udito (improvviso o graduale, monolaterale o bilaterale, fluttuante o progressivo), acufeni (tipo di suono percepito, costante o intermittente, associato a calo uditivo), vertigini (vere vertigini con sensazione rotatoria o instabilità/sbandamento, durata degli episodi, fattori scatenanti), secrezioni dall’orecchio, sensazione di orecchio pieno.
Per problematiche nasali, si indaga ostruzione respiratoria (monolaterale o bilaterale, costante o intermittente, relazione con allergie o stagioni), secrezioni nasali (quantità, colore, densità), starnuti, prurito nasale, dolore facciale, riduzione dell’olfatto, epistassi (frequenza, durata, quantità di sangue, necessità di interventi medici).
Per problematiche faringolaringee, vengono valutati mal di gola (durata, intensità, associato a febbre o placche), raucedine (insorgenza, durata, fattori aggravanti come uso prolungato della voce), tosse (secca o produttiva, notturna o diurna), difficoltà nella deglutizione, sensazione di corpo estraneo, russamento e apnee notturne riferite.
Viene raccolta la storia clinica generale: patologie croniche (diabete, ipertensione, malattie autoimmuni), allergie note, farmaci assunti, interventi chirurgici precedenti (particolarmente quelli ORL), storia di traumi cranici o del collo, esposizione professionale a rumori intensi o sostanze tossiche, abitudine al fumo e consumo di alcol (fattori di rischio per tumori delle vie aereo-digestive superiori).
La storia familiare è rilevante per alcune patologie ereditarie: otosclerosi, perdita uditiva genetica, tumori. L’anamnesi professionale e sociale indaga l’uso della voce (insegnanti, cantanti, operatori di call center sono a rischio di patologie vocali), esposizione a rumori, hobby (immersioni subacquee possono causare barotrauma auricolare).
Dopo l’anamnesi, l’otorinolaringoiatra procede con l’esame obiettivo sistematico di tutti i distretti di competenza.
Esame dell’orecchio (otoscopia): viene eseguito con l’otoscopio, strumento che illumina e ingrandisce il condotto uditivo esterno e la membrana timpanica. Il medico osserva il condotto uditivo valutandone la pervietà, la presenza di cerume (che può ostruire completamente il condotto impedendo la visualizzazione del timpano), corpi estranei, segni di infezione o eczema. Esamina la membrana timpanica valutandone colore (normalmente grigio perla traslucido), integrità (identificando eventuali perforazioni), mobilità, presenza di versamento retrotimpanico (liquido nell’orecchio medio visibile come livello idro-aereo o opacizzazione del timpano).
L’esame viene completato dalla palpazione delle regioni retroauricolari e preauricolari alla ricerca di tumefazioni o dolore (segni di mastoidite nelle otiti complicate), e dall’esame dei nervi cranici correlati all’orecchio (settimo nervo facciale la cui paralisi può essere complicanza di otiti o tumori).
Esame del naso (rinoscopia): l’esame delle cavità nasali viene eseguito inizialmente con rinoscopia anteriore, utilizzando lo speculum nasale che dilata delicatamente le narici permettendo la visualizzazione delle strutture interne. Vengono valutati il setto nasale (deviazioni, perforazioni), i turbinati (strutture ossee rivestite da mucosa che possono essere ipertrofici ostruendo il flusso aereo), la mucosa nasale (colore, edema, presenza di secrezioni, polipi).
Per una valutazione completa delle cavità nasali, dei meati e degli osti dei seni paranasali, l’otorinolaringoiatra può eseguire durante la visita un’endoscopia nasale con fibra ottica flessibile, procedura dettagliata nella sezione successiva.
Viene valutata la pervietà delle fosse nasali chiedendo al paziente di soffiare alternativamente da una narice mentre l’altra è occlusa. La palpazione delle regioni sinusali (frontale, mascellare) può evidenziare dolorabilità suggestiva di sinusite.
Esame dell’orofaringe: mediante abbassalingua, l’otorinolaringoiatra esamina la cavità orale, le tonsille palatine (dimensioni, presenza di essudato o cripte dilatate, asimmetrie), il palato molle, la parete posteriore della faringe, la base della lingua. Valuta la mobilità del palato molle (importante per escludere cause ostruttive nelle apnee notturne) e osserva eventuali lesioni, placche, asimmetrie.
Esame della laringe (laringoscopia indiretta): può essere eseguito durante la visita mediante specchietto laringeo (laringoscopia indiretta con specchietto), piccolo specchio angolato che viene introdotto in fondo alla bocca e permette, sfruttando la riflessione, di visualizzare le corde vocali e la laringe. Questa tecnica richiede collaborazione del paziente e può causare riflesso del vomito. Viene valutata la mobilità delle corde vocali chiedendo al paziente di emettere suoni.
Per una valutazione più accurata e completa della laringe, particolarmente quando si sospettano lesioni delle corde vocali, viene eseguita laringoscopia con fibra ottica o videolaringostroboscopia, procedure specialistiche dettagliate nelle sezioni dedicate.
Esame del collo: palpazione sistematica delle stazioni linfonodali del collo (sottomandibolari, laterocervicali, sovraclaveari, occipitali) per identificare linfoadenopatia che può indicare infezioni o, più raramente, tumori. Palpazione delle ghiandole salivari (parotide, sottomandibolari) per masse, gonfiori, dolore. Valutazione della tiroide (dimensioni, noduli, anche se la gestione tiroidea è di competenza endocrinologica).
A seconda dei sintomi e dei reperti obiettivi, l’otorinolaringoiatra può eseguire o prescrivere esami complementari. L’esame audiometrico tonale valuta la funzione uditiva ed è fondamentale in caso di ipoacusia. L’impedenzometria valuta la funzione dell’orecchio medio e la mobilità del timpano. L’endoscopia nasale con fibre ottiche permette esplorazione completa delle cavità nasali e rinofaringe. La laringoscopia a fibre ottiche o videolaringostroboscopia valuta dettagliatamente laringe e corde vocali.
Possono essere richiesti esami radiologici: TC dei seni paranasali per sinusiti croniche o poliposi, TC o RM delle rocche petrose per patologie dell’orecchio interno o del nervo acustico, ecografia del collo per masse cervicali o patologie delle ghiandole salivari.
Al termine della valutazione, l’otorinolaringoiatra integra i dati raccolti per formulare una diagnosi o un’ipotesi diagnostica che guida ulteriori approfondimenti se necessari. Viene discusso il piano terapeutico che può includere terapia medica (antibiotici per infezioni, cortisonici per infiammazioni, antistaminici e spray nasali per riniti allergiche, mucolitici per sinusiti), terapia chirurgica (interventi su setto nasale, turbinati, tonsille, adenoidi, orecchio, laringe), terapie di supporto (riabilitazione vestibolare per vertigini, logopedia per disturbi della voce), modifiche dello stile di vita, controlli periodici.
L’endoscopia nasale, o rinofibrolaringoscopia, è un esame diagnostico fondamentale che permette la visualizzazione diretta e dettagliata delle cavità nasali, del rinofaringe, e in alcuni casi della laringe, mediante un endoscopio flessibile a fibre ottiche. Rappresenta un’estensione essenziale dell’esame clinico otorinolaringoiatrico, fornendo informazioni che l’esame con speculum nasale non può fornire.
L’endoscopia nasale è indicata in numerose situazioni cliniche. Per l’ostruzione respiratoria nasale persistente, permette di identificarne la causa precisa: deviazione del setto, ipertrofia dei turbinati, polipi nasali, masse neoplastiche. Nella rinosinusite cronica, visualizza direttamente gli osti dei seni paranasali (le aperture attraverso cui i seni comunicano con le cavità nasali) valutandone la pervietà e la presenza di secrezioni purulente, polipi ostruenti.
Per le epistassi ricorrenti, l’endoscopia può identificare il punto di sanguinamento (spesso una piccola area di vasi dilatati nel setto anteriore), permettendo trattamenti mirati come cauterizzazione. Nella rinorrea persistente (secrezioni nasali abbondanti), distingue tra rinorrea anteriore (scola dal naso) e posteriore (scende in gola, causa di tosse e schiarimento frequente della gola), identifica se le secrezioni sono mucose, purulente, sierose.
Per la perdita dell’olfatto (anosmia o iposmia), l’endoscopia verifica se c’è ostruzione meccanica delle regioni olfattive (zona superiore delle cavità nasali) da polipi, deviazioni, masse. Valuta masse o lesioni sospette del naso, rinofaringe, laringe, permettendo biopsie mirate sotto visione diretta. Nei bambini con respirazione orale, russamento, otiti ricorrenti, valuta l’ipertrofia adenoidea (le adenoidi, visibili solo endoscopicamente, possono ostruire il rinofaringe).
Viene utilizzata per il follow-up post-operatorio dopo chirurgia nasale o sinusale per verificare la guarigione, identificare complicanze, rimuovere croste o secrezioni. Permette l’esecuzione di procedure operative come cauterizzazione di epistassi, rimozione di corpi estranei nasali, biopsie di lesioni sospette.
L’endoscopia nasale è una procedura ambulatoriale che non richiede preparazione specifica da parte del paziente. Viene eseguita con il paziente seduto comodamente. Prima dell’introduzione dell’endoscopio, viene spruzzato nelle narici un anestetico locale associato a vasocostrittore (spray nasale contenente lidocaina e nafazolina o ossimetazolina) che anestetizza la mucosa nasale e riduce il gonfiore, facilitando il passaggio dell’endoscopio e migliorando la visibilità.
Si attendono alcuni minuti perché l’anestetico faccia effetto. L’endoscopio flessibile, uno strumento sottile (2-4 mm di diametro) dotato di fibre ottiche che trasmettono la luce e l’immagine, viene introdotto delicatamente attraverso la narice. L’immagine viene visualizzata su un monitor, permettendo all’otorinolaringoiatra di esaminare le strutture con ingrandimento e al paziente, se desidera, di vedere cosa il medico sta osservando.
L’endoscopio viene avanzato lentamente attraverso la cavità nasale, esplorando sistematicamente tutte le strutture: la volta nasale, il setto, i tre turbinati (inferiore, medio, superiore), i meati (spazi tra i turbinati dove si aprono i seni paranasali), gli osti dei seni mascellare, frontale, sfenoidale, etmoidale. Proseguendo posteriormente, l’endoscopio raggiunge il rinofaringe dove vengono visualizzate le adenoidi (nei bambini), gli osti delle tube di Eustachio (le aperture delle tube che collegano orecchio medio e rinofaringe), eventuali masse.
In alcuni casi, l’endoscopio viene fatto progredire ulteriormente verso il basso attraverso l’orofaringe fino alla laringe, permettendo la visualizzazione delle corde vocali e delle strutture laringee (rinofibrolaringoscopia). Questo è particolarmente utile per valutare contemporaneamente vie aeree superiori e laringe, ed è meglio tollerato della laringoscopia transoral in alcuni pazienti.
L’intera procedura dura circa 5-10 minuti per esame diagnostico completo. La sensazione durante l’esame è generalmente di lieve fastidio, pressione, necessità di starnutire (sopprimibile grazie all’anestetico). Raramente può esserci lieve epistassi dopo l’esame (causata dal contatto dell’endoscopio con la mucosa), che si risolve spontaneamente o con lieve compressione. Non ci sono limitazioni dopo l’esame: il paziente può riprendere immediatamente le normali attività.
L’endoscopia nasale fornisce una visualizzazione diretta, ingrandita, in tempo reale delle cavità nasali, impossibile da ottenere con altri metodi. Permette di esplorare regioni anatomiche non visualizzabili con rinoscopia anteriore (rinofaringe, osti sinusali, coane). È ben tollerata, minimamente invasiva, eseguibile ambulatorialmente. Permette documentazione fotografica e video dei reperti, utile per follow-up e per comunicazione con il paziente. Guida procedure operative ambulatoriali come biopsie, cauterizzazioni, rimozione di corpi estranei.
L’endoscopia ha trasformato la diagnostica otorinolaringoiatrica, permettendo diagnosi accurate di condizioni che in passato erano difficili da identificare o richiedevano procedure più invasive. È diventata estensione standard della visita ORL in molte situazioni cliniche.
La laringostroboscopia, o videolaringostroboscopia, è un esame specialistico che permette la valutazione dettagliata della laringe e particolarmente delle corde vocali mediante l’utilizzo di una luce stroboscopica sincronizzata con la frequenza vocale. Rappresenta il gold standard per la diagnosi delle patologie delle corde vocali e dei disturbi della voce.
Le corde vocali vibrano ad altissima frequenza durante la fonazione: circa 100-150 Hz negli uomini (100-150 vibrazioni al secondo), 200-250 Hz nelle donne, ancora più alto nei bambini. Queste vibrazioni sono troppo rapide per essere visualizzate dall’occhio umano o con luce continua normale. La laringoscopia standard con luce continua permette di vedere le corde vocali e valutarne la morfologia, il colore, la mobilità grossolana, ma non di analizzare i dettagli del pattern vibratorio.
La stroboscopia utilizza una luce intermittente (lampada stroboscopica) che lampeggia a una frequenza leggermente diversa dalla frequenza di vibrazione delle corde vocali. Questo crea un effetto ottico di “rallentamento” apparente del movimento (effetto stroboscopico), simile a quello che si vede nelle ruote che sembrano girare al contrario nei film. L’onda vibratoria delle corde vocali appare rallentata e può essere analizzata in dettaglio: ampiezza della vibrazione, simmetria tra le due corde, regolarità del pattern vibratorio, chiusura glottica (quanto completamente si chiudono le corde durante la fonazione), presenza di rigidità localizzate o alterazioni della mucosa.
La videolaringostroboscopia è l’esame di scelta per tutti i disturbi della voce (disfonia): raucedine persistente, voce rauca, affaticamento vocale, alterazioni del timbro, perdita di estensione vocale (particolarmente importante per cantanti e professionisti della voce). Permette di identificare le cause di disfonia: noduli vocali (callosity benigne sulle corde causate da uso scorretto prolungato della voce, comuni in insegnanti, cantanti, persone che parlano molto), polipi vocali (lesioni benigne peduncolate o sessili sulle corde), edema di Reinke (gonfiore cronico dello spazio di Reinke causato da fumo e irritazione cronica), cisti delle corde vocali, granulomi da intubazione o da reflusso gastroesofageo, paralisi delle corde vocali (monolaterale o bilaterale, da lesioni del nervo ricorrente).
È fondamentale per lo screening e la diagnosi precoce di lesioni precancerose (leucoplachie, displasie) e tumori della laringe, particolarmente in pazienti con fattori di rischio (fumatori, forti bevitori). Ogni raucedine persistente oltre 2-3 settimane richiede laringoscopia per escludere lesioni gravi. È indicata per la valutazione di professionisti della voce (cantanti, attori, insegnanti, operatori di call center) con problemi di performance vocale anche minori. Permette il follow-up di pazienti con patologie vocali note già diagnosticate e trattate, valutando l’efficacia delle terapie (logopedia, chirurgia) e identificando recidive.
Nella valutazione di tosse cronica quando altre cause sono state escluse, può identificare patologie laringee responsabili. Per la sensazione persistente di corpo estraneo o di “globo” in gola (globus pharyngeus), esclude lesioni organiche laringee e può identificare segni di reflusso gastroesofageo (arrossamento della regione posteriore della laringe).
L’esame viene eseguito con il paziente seduto. Esistono due approcci: transoral (attraverso la bocca) o transnasale (attraverso il naso). L’approccio transoral utilizza un endoscopio rigido (laringoscopio rigido) di 70° o 90° introdotto attraverso la bocca fino alla base della lingua, visualizzando dall’alto le corde vocali. Fornisce immagini di ottima qualità ma può essere meno tollerato perché può stimolare il riflesso del vomito e richiede che il paziente protenda la lingua. L’approccio transnasale utilizza un rinofibrolaringoscopio flessibile introdotto attraverso il naso (previa anestesia topica come per l’endoscopia nasale) fino alla laringe. È generalmente meglio tollerato, permette al paziente di parlare e cantare normalmente durante l’esame (essenziale per la valutazione stroboscopica), ma la qualità dell’immagine può essere leggermente inferiore.
Prima dell’esame, al paziente viene spiegata la procedura e viene applicata l’anestesia topica se si usa approccio transnasale. Viene posizionato un microfono di contatto sul collo del paziente (all’altezza del pomo d’Adamo) che capta le vibrazioni laringee durante la fonazione. Questo segnale acustico viene analizzato dallo stroboscopio che sincronizza automaticamente la frequenza del lampeggio con la frequenza vocale del paziente.
Durante l’esame, l’otorinolaringoiatra visualizza le corde vocali e chiede al paziente di emettere varie vocalizzazioni: fonazione sostenuta di vocali (tipicamente “eee” prolungato a diverse intensità), cambi di tono (voce grave e acuta), canto di scale musicali (per cantanti). Mentre il paziente emette suoni, la luce stroboscopica illumina le corde vocali e l’immagine rallentata viene visualizzata sul monitor e registrata.
L’esame dura circa 10-15 minuti. L’otorinolaringoiatra valuta sistematicamente: la morfologia delle corde vocali (regolarità del bordo libero, presenza di lesioni, masse, edemi), il colore (pallido, iperemico, leucoplachie), la simmetria, il pattern vibratorio (ampiezza, periodicità, simmetria tra le due corde), la chiusura glottica (configurazione della glottide durante la fonazione: completa, incompleta, a clessidra, fusiforme), la presenza di onde mucose (il movimento ondulatorio della mucosa che ricopre le corde, assente in caso di rigidità o cicatrici).
La videolaringostroboscopia permette di diagnosticare con precisione lesioni delle corde vocali anche molto piccole che potrebbero sfuggire alla laringoscopia con luce continua. Distingue lesioni superficiali della mucosa da lesioni profonde che coinvolgono lo spazio di Reinke o il muscolo vocale (con impatto diverso sulla vibrazione). Identifica paresi subcliniche delle corde vocali (riduzioni minori della mobilità non evidenti con laringoscopia standard). Guida la decisione terapeutica: alcune lesioni beneficiano di logopedia, altre richiedono chirurgia microlaringea.
Per i professionisti della voce, fornisce informazioni dettagliate sulla biomeccanica vocale, permettendo interventi mirati per ottimizzare la performance. Nel follow-up post-operatorio di chirurgia delle corde vocali, valuta il risultato funzionale oltre che anatomico. La registrazione video permette comparazioni nel tempo per valutare progressione di patologie o efficacia di trattamenti, e può essere utilissima per spiegare al paziente la sua condizione e coinvolgerlo nelle decisioni terapeutiche.
L’esame audiometrico è un test diagnostico fondamentale che valuta la funzione uditiva misurando la capacità di percepire suoni di diverse frequenze e intensità. Rappresenta l’esame di base nella valutazione di qualsiasi forma di ipoacusia e fornisce informazioni essenziali per diagnosi, scelta terapeutica, monitoraggio nel tempo.
L’audiometria tonale è l’esame standard che valuta la soglia uditiva, ovvero l’intensità minima a cui un suono di una determinata frequenza viene percepito. Vengono testate frequenze da 125 Hz (suoni gravi) a 8000 Hz (suoni acuti), coprendo l’intera gamma importante per la comprensione del parlato (300-3000 Hz) ed estendendosi oltre. Per ogni frequenza, si determina la soglia uditiva in decibel (dB).
L’esame viene eseguito separatamente per ogni orecchio mediante due modalità: audiometria per via aerea (gli stimoli sonori vengono trasmessi attraverso cuffie, valutano l’intero sistema uditivo: orecchio esterno, medio, interno, nervo acustico, vie centrali) e audiometria per via ossea (gli stimoli vengono trasmessi attraverso un vibratore osseo posizionato sulla mastoide dietro l’orecchio, bypassano orecchio esterno e medio e stimolano direttamente la coclea nell’orecchio interno). Il confronto tra le due curve permette di distinguere ipoacusie trasmissive (problema a livello di orecchio esterno o medio: curva via ossea normale, curva via aerea abbassata) da ipoacusie neurosensoriali (problema a livello di coclea o nervo acustico: entrambe le curve abbassate) da ipoacusie miste (combinazione delle due).
L’audiometria vocale integra l’audiometria tonale valutando la capacità di comprendere il parlato. Vengono presentate parole a diverse intensità e si calcola la percentuale di parole correttamente ripetute. Fornisce informazioni sulla funzionalità sociale dell’udito (quanto l’ipoacusia impatta sulla comunicazione quotidiana) e aiuta nella scelta e programmazione di protesi acustiche o impianti cocleari.
L’impedenzometria (timpanometria) valuta la funzione dell’orecchio medio misurando la compliance (elasticità) del sistema timpano-ossiculare e la presenza di versamenti nell’orecchio medio. Lo studio dei riflessi stapediali (contrazione riflessa del muscolo stapedio in risposta a suoni intensi) fornisce informazioni sul nervo facciale e sulla via uditiva centrale.
L’esame viene eseguito in cabina silente (ambiente insonorizzato che elimina rumori di fondo) per garantire risultati accurati. Il paziente è seduto comodamente, indossa cuffie (per via aerea) o un vibratore osseo viene posizionato sulla mastoide (per via ossea). Viene fornito un pulsante da premere ogni volta che sente un suono, anche se molto debole.
L’audiometrista (tecnico audiologo o audioprotesista) o l’otorinolaringoiatra presenta toni puri di diverse frequenze (125, 250, 500, 1000, 2000, 4000, 8000 Hz) iniziando da intensità facilmente udibili e riducendo progressivamente fino a identificare la soglia minima a cui il paziente percepisce il suono. Si inizia testando l’orecchio migliore, poi quello peggiore. Per evitare che l’orecchio non testato percenga i suoni destinati a quello in esame (quando c’è grande differenza di udito tra i due lati), viene applicato un rumore di mascheramento nell’orecchio non testato.
L’esame dura circa 20-30 minuti. Non è doloroso né invasivo. Richiede collaborazione e attenzione da parte del paziente. Nei bambini piccoli o in pazienti non collaboranti, possono essere necessarie tecniche audiometriche oggettive che non richiedono la collaborazione attiva del paziente (potenziali evocati uditivi, otoemissioni acustiche).
I risultati vengono riportati su un grafico chiamato audiogramma: sull’asse orizzontale le frequenze (da grave ad acuto), sull’asse verticale l’intensità in dB (da 0 dB, soglia uditiva normale, verso il basso con valori crescenti che indicano ipoacusia progressivamente maggiore). Viene tracciata una curva per la via aerea (generalmente simboli cerchio per orecchio destro, croce per sinistro) e una per la via ossea (parentesi angolari).
La classificazione della gravità dell’ipoacusia si basa sulla soglia uditiva media (media delle soglie a 500, 1000, 2000 Hz): udito normale (0-20 dB), ipoacusia lieve (21-40 dB, difficoltà in ambienti rumorosi), ipoacusia moderata (41-70 dB, difficoltà nella conversazione normale), ipoacusia grave (71-90 dB, solo suoni molto forti sono udibili), ipoacusia profonda o cofosi (>90 dB, percezione solo di suoni estremamente forti o nulla).
La configurazione della curva fornisce informazioni sulla causa: ipoacusia con caduta sugli acuti è tipica della presbiacusia e dell’ipoacusia da rumore; ipoacusia con caduta sui gravi può indicare malattia di Ménière; curva piatta suggerisce cause diverse. Il gap tra via aerea e via ossea (differenza tra le due curve) quantifica la componente trasmissiva: gap >10 dB indica componente trasmissiva significativa trattabile chirurgicamente (es. otosclerosi) o medicamente.
L’audiometria guida le decisioni terapeutiche: ipoacusie trasmissive possono essere trattate con chirurgia (timpanoplastica, stapedioplastica) o protesi acustiche; ipoacusie neurosensoriali lievi-moderate beneficiano di protesi acustiche; ipoacusie neurosensoriali gravi-profonde possono richiedere impianto cocleare. Il monitoraggio audiometrico periodico è essenziale in pazienti con ipoacusia progressiva, esposti a rumori professionali, in trattamento con farmaci ototossici (alcuni antibiotici, chemioterapici).
Le patologie otorinolaringoiatriche richiedono valutazione specialistica accurata e accesso a diagnostica strumentale avanzata per diagnosi precise e trattamenti appropriati. Al Centro Paros di Brescia, offriamo un servizio ORL completo con queste caratteristiche.
I nostri otorinolaringoiatri hanno formazione ed esperienza approfondite nella diagnosi e nel trattamento di tutte le patologie di orecchio, naso, gola. Manteniamo un aggiornamento professionale costante sulle più recenti evidenze scientifiche, tecniche diagnostiche, opzioni terapeutiche mediche e chirurgiche.
Disponiamo delle tecnologie necessarie per una diagnostica ORL completa: endoscopi a fibre ottiche flessibili e rigidi per visualizzazione dettagliata di cavità nasali, rinofaringe, laringe; sistema di videolaringostroboscopia per valutazione specialistica delle corde vocali; cabina audiometrica e strumentazione per audiometria tonale, vocale, impedenzometria. Questa dotazione strumentale ci permette di eseguire la maggior parte degli esami diagnostici ORL in sede, durante la visita o con appuntamento dedicato, evitando al paziente di dover effettuare esami in altre strutture.
La possibilità di eseguire endoscopia nasale, laringoscopia, audiometria durante la visita specialistica o in continuità con essa rappresenta un valore aggiunto significativo. Accelera il percorso diagnostico, permette correlazione immediata tra quadro clinico e reperti strumentali, migliora l’accuratezza diagnostica. Il paziente riceve risposte in tempi brevi senza necessità di molteplici appuntamenti.
L’otorinolaringoiatria richiede visione d’insieme perché le patologie di orecchio, naso, gola sono spesso interconnesse. Un approccio globale che valuti simultaneamente tutti i distretti permette di identificare correlazioni: otiti ricorrenti possono derivare da disfunzione tubarica causata da ipertrofia adenoidea o rinite allergica; russamento e apnee notturne possono avere cause multiple (ostruzione nasale, ipertrofia tonsillare, alterazioni anatomiche del palato); tosse cronica può derivare da reflusso gastroesofageo che irrita la laringe. La valutazione complessiva permette diagnosi corrette e trattamenti efficaci.
Per problematiche vocali, offriamo valutazione specialistica con videolaringostroboscopia, esame essenziale per diagnosi accurate di patologie delle corde vocali. Collaboriamo quando necessario con logopedisti per la riabilitazione vocale. Comprendiamo l’importanza della voce per professionisti che ne dipendono (insegnanti, cantanti, attori, operatori di call center) e offriamo percorsi di valutazione e trattamento specifici.
Centro Paros – Poliambulatorio Specialistico
Otorinolaringoiatria a Brescia
Cura Specialistica di Orecchio, Naso e Gola