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Ginecologia

Salute della Donna in Ogni Fase della Vita

La ginecologia è la specialità medica dedicata alla salute dell’apparato riproduttivo femminile e al benessere della donna in tutte le fasi della vita, dall’adolescenza alla menopausa e oltre. Al Centro Paros di Brescia, offriamo un servizio ginecologico completo che abbraccia prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie ginecologiche, assistenza alla gravidanza, supporto alla fertilità e gestione di condizioni complesse come l’endometriosi. Il nostro approccio integra competenza specialistica, tecnologie diagnostiche all’avanguardia e un’attenzione particolare alla dimensione umana della cura, garantendo ad ogni donna un percorso personalizzato in un ambiente riservato, accogliente e rispettoso.

I Nostri Servizi di Ginecologia

Visita Ginecologica + Ecografia

La visita ginecologica con ecografia integrata rappresenta la valutazione completa dello stato di salute dell’apparato genitale femminile, combinando l’esame clinico specialistico con l’imaging ecografico immediato per una diagnosi accurata e tempestiva.

La visita inizia con un colloquio approfondito durante il quale la ginecologa raccoglie informazioni sulla storia mestruale (età del menarca, regolarità dei cicli, durata e abbondanza del flusso, presenza di dolore mestruale), sulla storia ostetrica (gravidanze, parti, aborti, eventuali complicanze), sulla contraccezione utilizzata, sulla vita sessuale e su eventuali sintomi o disturbi presenti (dolore pelvico, perdite ematiche anomale, prurito, bruciore, perdite vaginali patologiche).

Viene raccolta anche la storia di eventuali patologie ginecologiche pregresse (fibromi, cisti ovariche, endometriosi, infezioni), interventi chirurgici ginecologici, familiarità per tumori ginecologici (ovaio, utero, mammella). L’anamnesi generale include patologie croniche, farmaci assunti, allergie.

L’esame obiettivo ginecologico comprende l’ispezione dei genitali esterni, l’esame con speculum (uno strumento che permette di visualizzare la vagina e il collo dell’utero) e l’esplorazione vaginale bimanuale (la ginecologa palpa l’utero e le ovaie attraverso la parete addominale e vaginale per valutarne dimensioni, posizione, mobilità, presenza di masse o dolore).

Durante la stessa seduta viene eseguita l’ecografia transvaginale e/o transaddominale. L’ecografia transvaginale utilizza una sonda sottile introdotta in vagina che, grazie alla vicinanza agli organi pelvici, fornisce immagini dettagliate di utero, endometrio, ovaie, tube. Permette di identificare fibromi uterini, polipi endometriali, ispessimenti endometriali, cisti ovariche, masse annessiali, e valutare la morfologia e lo spessore dell’endometrio in relazione alla fase del ciclo o alla menopausa.

Questa prestazione integrata è particolarmente indicata come visita di controllo periodico (generalmente annuale) per donne in età fertile o in menopausa, per la valutazione di sintomi ginecologici (dolore pelvico, alterazioni del ciclo, perdite ematiche anomale), come follow-up di patologie note (fibromi, cisti, endometriosi), e come parte dello screening per tumori ginecologici insieme al Pap test.

Visita Ostetrica + Ecografia

La visita ostetrica con ecografia è dedicata al monitoraggio della gravidanza e alla valutazione del benessere materno-fetale. Rappresenta un momento fondamentale del percorso di assistenza alla gravidanza, durante il quale l’ostetrica o la ginecologa valuta lo stato di salute della mamma e del bambino.

Durante la gravidanza sono previste visite ostetriche periodiche la cui frequenza aumenta con il progredire della gestazione. La prima visita ostetrica è particolarmente importante: viene confermata la gravidanza, datata con precisione in base all’ecografia, valutato il rischio ostetrico, prescritti esami di laboratorio del primo trimestre, fornite informazioni su alimentazione, attività fisica, farmaci da evitare, screening prenatale disponibili.

Nelle visite successive vengono monitorati l’aumento ponderale materno, la pressione arteriosa, la presenza di proteine o glucosio nelle urine (segni di preeclampsia o diabete gestazionale), la crescita dell’utero mediante misurazione della distanza sinfisi-fondo. Vengono valutati i movimenti fetali percepiti dalla madre e, dal terzo trimestre, ascoltato il battito cardiaco fetale con rilevatore Doppler.

L’ecografia ostetrica eseguita durante ogni visita permette di visualizzare il feto, valutarne la crescita, verificare la quantità di liquido amniotico, la posizione della placenta, l’attività cardiaca fetale. A seconda del trimestre, l’ecografia ha obiettivi specifici che vengono meglio dettagliati nella sezione dedicata alle ecografie ostetriche.

La visita ostetrica è anche momento di ascolto e supporto: la donna può esprimere dubbi, paure, domande sulla gravidanza, sul parto, sull’allattamento. La relazione di fiducia che si instaura tra la donna e il professionista che la segue è fondamentale per vivere serenamente la gravidanza e prepararsi al meglio all’arrivo del bambino.

Ecografia Ginecologica e Transvaginale

L’ecografia ginecologica è un esame diagnostico fondamentale che utilizza ultrasuoni per visualizzare gli organi pelvici femminili: utero, endometrio, ovaie, tube, spazi circostanti. Può essere eseguita con approccio transaddominale (sonda appoggiata sull’addome) o transvaginale (sonda inserita in vagina), quest’ultimo fornisce immagini più dettagliate grazie alla maggiore vicinanza agli organi.

L’ecografia transvaginale non richiede particolare preparazione (non è necessaria la vescica piena, a differenza di quella transaddominale). La sonda, sottile e ricoperta da guaina protettiva monouso, viene introdotta delicatamente in vagina. L’esame dura circa 10-15 minuti ed è generalmente ben tollerato, potendo causare al massimo un lieve fastidio.

Le indicazioni all’ecografia ginecologica sono numerose: valutazione di irregolarità mestruali (cicli troppo abbondanti, troppo frequenti, troppo ravvicinati, sanguinamenti intermestruali), dolore pelvico acuto o cronico, perdite ematiche in menopausa, controllo dello spessore endometriale, identificazione e caratterizzazione di masse pelviche (fibromi, cisti ovariche, tumori), diagnosi di endometriosi, valutazione di infertilità, controllo post-operatorio dopo interventi ginecologici.

L’ecografia permette di misurare le dimensioni dell’utero, valutare la morfologia della cavità uterina, identificare fibromi (masse benigne di muscolo uterino) specificandone numero, dimensioni e localizzazione. Valuta lo spessore e l’aspetto dell’endometrio, identificando polipi endometriali o ispessimenti patologici. Esamina le ovaie per identificare cisti (formazioni liquide benigne che possono richiedere semplice monitoraggio o trattamento), masse solide o miste, endometriomi (cisti ovariche tipiche dell’endometriosi con contenuto ematico). Valuta la presenza di liquido libero nel Douglas (spazio dietro l’utero), segno che può indicare diverse condizioni patologiche.

L’ecografia ginecologica viene spesso integrata con lo studio color-doppler che valuta la vascolarizzazione delle strutture esaminate, utile per caratterizzare meglio alcune lesioni e distinguere formazioni benigne da quelle potenzialmente sospette che richiedono approfondimenti.

Ecografia Ostetrica I, II (MORFOLOGICA), III Trimestre

Le ecografie ostetriche sono esami fondamentali del monitoraggio della gravidanza, eseguite in momenti specifici della gestazione con obiettivi diagnostici precisi.

Ecografia del primo trimestre (6-13 settimane): conferma la gravidanza e la sua sede intrauterina (escludendo gravidanza extrauterina), determina il numero di embrioni/feti (gravidanza singola o gemellare), data con precisione la gravidanza mediante misurazione della lunghezza vertice-sacro (CRL), valuta l’attività cardiaca embrionale, identifica eventuali anomalie grossolane già evidenti, valuta la vitalità della gravidanza. In questa fase può essere eseguito anche lo screening del primo trimestre per cromosomopatie che include la misurazione della translucenza nucale e il dosaggio di marcatori biochimici nel sangue materno.

Ecografia morfologica del secondo trimestre (19-21 settimane): è l’ecografia più importante e complessa della gravidanza. Viene eseguito uno studio anatomico dettagliato di tutti gli organi e apparati fetali per identificare eventuali malformazioni. Vengono valutati: cranio e encefalo (esclusione di difetti del tubo neurale, identificazione di ventricolomegalia, malformazioni cerebrali), volto (ricerca di labiopalatoschisi), torace (valutazione del cuore con le quattro camere, grandi vasi, polmoni), addome (stomaco, reni, vescica, parete addominale, inserzione del cordone ombelicale), colonna vertebrale (esclusione di spina bifida), arti (presenza e morfologia di braccia, avambracci, mani, gambe, piedi). Vengono inoltre valutate la placenta (posizione, aspetto, inserzione del cordone), il liquido amniotico (quantità), la biometria fetale (misure di testa, addome, femore per valutare la crescita).

Ecografia del terzo trimestre (28-32 settimane e eventuali controlli successivi): valuta la crescita fetale mediante misurazioni biometriche ripetute, identifica eventuali ritardi di crescita o macrosomia, valuta la quantità di liquido amniotico (oligo o polidramnios), la maturità placentare, la posizione del feto (presentazione cefalica, podalica, trasversa). Nel terzo trimestre possono essere eseguite ecografie doppler per valutare il benessere fetale mediante studio dei flussi nei vasi ombelicali, cerebrali fetali e uterini materni, particolarmente importante in caso di sospetto ritardo di crescita o altre condizioni di rischio.

Ogni ecografia ostetrica comprende anche la valutazione del benessere materno: controllo della cervice uterina (lunghezza del collo dell’utero, importante per predire il rischio di parto pretermine), valutazione di eventuali fibromi uterini che possono complicare la gravidanza, identificazione di anomalie degli annessi (ovaie, tube).

Tampone Vaginale

Il tampone vaginale è un esame microbiologico che prevede il prelievo di un campione di secrezioni vaginali da analizzare in laboratorio per identificare la presenza di batteri, funghi o altri microrganismi patogeni responsabili di infezioni vaginali.

L’esame è indicato in presenza di sintomi suggestivi di infezione vaginale: perdite vaginali abbondanti o maleodoranti con caratteristiche anomale (colore giallo-verdastro, grigio, bianco a ricotta), prurito vulvare e vaginale intenso, bruciore vaginale, dolore durante i rapporti sessuali, arrossamento e gonfiore della vulva. È indicato anche come screening in gravidanza (per ricerca di Streptococcus agalactiae che può causare infezioni neonatali gravi) e prima di interventi chirurgici ginecologici.

L’esecuzione è semplice e indolore. Durante la visita ginecologica, la specialista introduce uno speculum in vagina e, mediante un tampone sterile, preleva un campione di secrezioni dalle pareti vaginali e dal fornice posteriore. Il campione viene inviato al laboratorio di microbiologia dove viene seminato su terreni di coltura specifici per far crescere eventuali microrganismi presenti. Dopo 2-3 giorni si ha il risultato che identifica il germe responsabile e l’antibiogramma, ovvero l’elenco degli antibiotici o antimicotici efficaci contro quel specifico microrganismo.

Le infezioni vaginali più comuni sono: candidosi (infezione fungina da Candida, causa perdite biancastre tipo ricotta e intenso prurito), vaginosi batterica (squilibrio della flora batterica vaginale con proliferazione di batteri anaerobi, causa perdite grigiastre maleodoranti), tricomoniasi (infezione da Trichomonas vaginalis, causa perdite giallo-verdastre schiumose), infezioni da Streptococco, Stafilococco, Escherichia coli.

Il trattamento varia in base all’agente patogeno identificato: antimicotici per la candidosi (ovuli vaginali, creme, a volte terapia orale), antibiotici per le vaginosi batteriche e le altre infezioni batteriche (metronidazolo, clindamicina in crema vaginale o per via orale). In alcuni casi può essere necessario trattare anche il partner sessuale per evitare reinfezioni.

Pap Test

Il Pap test (test di Papanicolaou) è un esame citologico di screening fondamentale per la prevenzione del tumore del collo dell’utero. Permette di identificare precocemente alterazioni cellulari precancerose (displasie) che, se trattate tempestivamente, prevengono l’evoluzione verso il carcinoma invasivo.

Il Pap test è raccomandato per tutte le donne dai 25 ai 64 anni di età. La frequenza dipende dai protocolli di screening regionali: ogni 3 anni per donne dai 25 ai 29-30 anni con Pap test, ogni 5 anni per donne dai 30-35 ai 64 anni con HPV test (test per Papillomavirus, causa principale del tumore cervicale) eventualmente associato a Pap test.

L’esecuzione è rapida e generalmente indolore. Durante la visita ginecologica, dopo aver introdotto lo speculum, la ginecologa utilizza una piccola spatola e uno spazzolino per prelevare delicatamente cellule dalla superficie del collo dell’utero (esocervice) e dal canale cervicale (endocervice). Le cellule prelevate vengono strisciate su un vetrino o immerse in liquido di conservazione e inviate al laboratorio di anatomia patologica dove un citologo esamina le cellule al microscopio.

Il risultato viene generalmente espresso secondo la classificazione Bethesda: negativo per lesioni intraepiteliali (normale), ASC-US (atipie di significato indeterminato, richiedono spesso ripetizione del test o approfondimento con HPV test), LSIL (lesione intraepiteliale di basso grado, spesso legata a infezione HPV transitoria), HSIL (lesione intraepiteliale di alto grado, precancerosa, richiede colposcopia e biopsia), carcinoma (raro, indica tumore invasivo).

Se il Pap test risulta alterato, vengono eseguiti approfondimenti: colposcopia (esame del collo dell’utero con lente di ingrandimento), biopsia cervicale (prelievo di frammento di tessuto), eventualmente HPV test se non già eseguito. Le lesioni precancerose vengono trattate con procedure ambulatoriali (conizzazione, vaporizzazione laser) che asportano o distruggono il tessuto alterato, prevenendo l’evoluzione in tumore.

È importante non eseguire il Pap test durante le mestruazioni, astenersi da rapporti sessuali, lavande vaginali, utilizzo di ovuli o creme vaginali nei 2-3 giorni precedenti l’esame per non alterare i risultati.

Visita Ginecologica in Età Pediatrica ed Adolescenza

La ginecologia pediatrica e dell’adolescenza è una branca specializzata che si occupa della salute dell’apparato genitale femminile dalla nascita all’adolescenza, periodo di transizione verso l’età adulta. Richiede competenze specifiche e un approccio delicato e rispettoso delle esigenze psicologiche della bambina e dell’adolescente.

Le indicazioni alla visita ginecologica in queste fasce d’età includono: anomalie congenite dei genitali (identificate alla nascita o scoperte successivamente), vulvovaginiti (infezioni o irritazioni dei genitali esterni, relativamente comuni nelle bambine per motivi anatomici e igienici), perdite vaginali patologiche, prurito vulvare persistente, dolore pelvico o addominale di possibile origine ginecologica, sviluppo puberale precoce (comparsa di caratteri sessuali secondari prima degli 8 anni) o ritardato (assenza di sviluppo del seno oltre i 13 anni), amenorrea primaria (mancata comparsa del menarca oltre i 15-16 anni), irregolarità mestruali, dismenorrea (dolore mestruale severo che interferisce con le attività quotidiane).

La prima visita ginecologica nell’adolescente sana può avvenire intorno ai 14-16 anni o dopo l’inizio dell’attività sessuale, e ha valenza educativa e preventiva oltre che diagnostica. È un’occasione per fornire informazioni corrette su anatomia, fisiologia del ciclo mestruale, igiene intima, contraccezione, prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse.

La visita viene condotta con grande delicatezza. Inizia sempre con un colloquio durante il quale la specialista crea un clima di fiducia e confidenza, spiega come si svolgerà l’esame, risponde alle domande. Nelle adolescenti vergini, l’esame interno (con speculum) generalmente non viene eseguito a meno di necessità cliniche specifiche; ci si limita all’ispezione dei genitali esterni e, se necessario, a una palpazione addominale. L’ecografia, quando indicata, viene eseguita per via transaddominale.

È importante che l’adolescente sappia che la visita ginecologica è un momento di ascolto senza giudizio, dove può porre qualsiasi domanda sulla sua salute sessuale e riproduttiva in un ambiente riservato e rispettoso. Il medico è tenuto al segreto professionale, e le informazioni condivise dall’adolescente non vengono rivelate ai genitori senza il suo consenso (salvo situazioni di pericolo).

Consulenza Contraccettiva

La consulenza contraccettiva è un colloquio specialistico dedicato alla scelta del metodo contraccettivo più adatto alle esigenze, allo stile di vita, allo stato di salute della donna o della coppia. L’obiettivo è fornire informazioni complete e aggiornate su tutti i metodi disponibili per permettere una scelta consapevole e personalizzata.

Durante la consulenza vengono discussi tutti i metodi contraccettivi disponibili: contraccettivi ormonali (pillola estroprogestinica, minipillola, cerotto transdermico, anello vaginale), contraccettivi ormonali a lunga durata (impianto sottocutaneo, spirale medicata), dispositivi intrauterini non ormonali (spirale al rame), contraccettivi di barriera (preservativo maschile e femminile, diaframma), metodi naturali (Ogino-Knaus, temperatura basale, metodo sintotermico), sterilizzazione volontaria (legatura delle tube, vasectomia nel partner).

Per ogni metodo vengono spiegati il meccanismo d’azione, l’efficacia contraccettiva (espressa come indice di Pearl: numero di gravidanze ogni 100 donne che usano quel metodo per un anno), le modalità d’uso, i vantaggi (oltre alla contraccezione, alcuni metodi hanno benefici aggiuntivi come regolarizzazione del ciclo, riduzione del dolore mestruale, miglioramento dell’acne), gli svantaggi e gli effetti collaterali possibili, le controindicazioni assolute e relative.

La ginecologa raccoglie un’anamnesi completa: età, storia mestruale, eventuali gravidanze pregresse, patologie presenti (ipertensione, diabete, emicrania, trombofilie, malattie epatiche), familiarità per patologie rilevanti (trombosi, tumori ormono-dipendenti), fumo, farmaci assunti. Questi fattori influenzano la scelta del contraccettivo più sicuro ed efficace. Ad esempio, i contraccettivi estroprogestinici sono controindicati in donne con storia di trombosi, ipertensione non controllata, emicrania con aura, fumatrici oltre i 35 anni.

Vengono considerati anche fattori pratici: frequenza dei rapporti sessuali (se sporadici, potrebbero essere preferibili metodi on-demand), capacità di ricordare l’assunzione quotidiana (per la pillola), desiderio di gestire autonomamente la contraccezione o preferenza per metodi a lunga durata che non richiedono attenzione quotidiana, budget economico (alcuni metodi hanno costi iniziali elevati ma durata lunga).

Al termine della consulenza, la donna ha tutte le informazioni per scegliere il metodo più adatto. Se sceglie un metodo ormonale, vengono prescritti esami preliminari (generalmente pressione arteriosa, a volte esami del sangue) e fornite le istruzioni dettagliate sull’uso. Se sceglie la spirale, viene programmato l’inserimento. Vengono pianificati controlli periodici per verificare la tollerabilità e l’efficacia del metodo scelto.

Consulenza per Diagnosi Prenatale

La consulenza per diagnosi prenatale è un colloquio specialistico dedicato alle coppie in gravidanza o che stanno programmando una gravidanza, durante il quale vengono fornite informazioni complete su tutti i test e le procedure disponibili per identificare eventuali anomalie cromosomiche o malformazioni fetali.

La diagnosi prenatale comprende test di screening (non invasivi, valutano il rischio ma non danno una diagnosi certa) e test diagnostici (invasivi, forniscono diagnosi certa ma comportano un piccolo rischio di complicanze).

Test di screening: includono lo screening del primo trimestre (11-13 settimane) che combina l’ecografia per misurazione della translucenza nucale e il dosaggio di marcatori biochimici nel sangue materno (Free-βHCG e PAPP-A), calcolando un rischio statistico per trisomia 21 (sindrome di Down), trisomia 18 e trisomia 13. Il test combinato ha sensibilità dell’85-90% con tasso di falsi positivi del 5%. Altri test di screening includono il test del DNA fetale circolante (NIPT – Non Invasive Prenatal Testing), esame del sangue materno che analizza frammenti di DNA fetale circolanti, con sensibilità >99% per trisomia 21 e bassissimo tasso di falsi positivi, ma costo elevato.

Test diagnostici invasivi: l’amniocentesi (prelievo di liquido amniotico mediante ago inserito attraverso l’addome materno sotto guida ecografica, generalmente eseguita dopo la 15ª settimana) e la villocentesi (prelievo di villi coriali dalla placenta, eseguibile già dalla 11ª settimana) permettono l’analisi del cariotipo fetale (mappa cromosomica completa) con diagnosi certa di anomalie cromosomiche. Comportano un rischio di aborto dello 0,5-1%. Sono indicate quando il test di screening risulta ad alto rischio, in caso di età materna avanzata (>35-40 anni), storia familiare di anomalie cromosomiche o malattie genetiche, genitori portatori di traslocazioni cromosomiche o malattie genetiche.

Durante la consulenza, lo specialista spiega dettagliatamente ogni test: quando si esegue, come si esegue, quali informazioni fornisce, quali sono i limiti (nessun test identifica tutte le possibili anomalie), i costi, i rischi. Discute le opzioni in base alla storia della coppia, all’età materna, a eventuali fattori di rischio. Aiuta la coppia a riflettere su cosa vorrebbero sapere e cosa farebbero con le informazioni ottenute, rispettando sempre le loro scelte e i loro valori.

La consulenza comprende anche informazioni sull’ecografia morfologica del secondo trimestre che, pur non essendo un test diagnostico per cromosomopatie, identifica la maggior parte delle malformazioni strutturali fetali.

Consulenza alla Coppia Infertile

La consulenza per infertilità è dedicata alle coppie che non riescono a concepire dopo 12 mesi di rapporti sessuali regolari non protetti (o dopo 6 mesi se la donna ha più di 35 anni). L’infertilità riguarda circa il 15% delle coppie ed è un problema medico che richiede valutazione specialistica approfondita.

Le cause di infertilità possono essere femminili (40% dei casi), maschili (40%), combinate o inspiegabili (20%). Cause femminili includono: problemi ovulatori (ovaio policistico, insufficienza ovarica prematura, iperprolattinemia, disfunzioni tiroidee), patologie tubariche (tube chiuse o danneggiate da precedenti infezioni pelviche, endometriosi, interventi chirurgici), endometriosi (presenza di tessuto endometriale fuori dall’utero che causa infiammazione e aderenze), fattori uterini (fibromi, polipi, malformazioni uterine, aderenze intrauterine), fattori cervicali (muco cervicale ostile). Cause maschili includono: oligospermia (ridotto numero di spermatozoi), astenospermia (ridotta motilità), teratospermia (anomalie morfologiche), azoospermia (assenza di spermatozoi), varicocele, infezioni, disfunzioni ormonali.

La prima consulenza prevede un’anamnesi dettagliata di entrambi i partner: durata dell’infertilità, frequenza dei rapporti sessuali, eventuali gravidanze precedenti (anche con altri partner), storia mestruale della donna, patologie pregresse, interventi chirurgici, infezioni genitali, esposizione a fattori ambientali o professionali nocivi, fumo, alcol, farmaci assunti. Per la donna viene eseguita visita ginecologica ed ecografia pelvica.

Vengono prescritti esami di primo livello: per la donna, dosaggi ormonali in giorni specifici del ciclo (FSH, LH, estradiolo, progesterone, prolattina, TSH, testosterone, AMH – ormone antimulleriano che indica la riserva ovarica), ecografia per valutazione della riserva ovarica (conta dei follicoli antrali), isterosalpingografia (radiografia dell’utero e delle tube con mezzo di contrasto per valutare la pervietà tubarica); per l’uomo, spermiogramma (analisi del liquido seminale che valuta concentrazione, motilità, morfologia degli spermatozoi).

In base ai risultati degli esami, vengono identificate le cause dell’infertilità e discusse le opzioni terapeutiche: correzione di fattori modificabili (peso corporeo, fumo, alcol), terapie mediche per indurre l’ovulazione se assente, trattamento chirurgico di patologie come endometriosi, fibromi, varicocele, tecniche di procreazione medicalmente assistita (inseminazione intrauterina, fecondazione in vitro – FIVET, iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo – ICSI).

Lo specialista fornisce informazioni realistiche sulle probabilità di successo delle varie opzioni in base all’età della donna, alla riserva ovarica, alla qualità dello sperma, alla durata dell’infertilità. Offre supporto psicologico perché l’infertilità è fonte di stress significativo per la coppia.

Ecografia Ovarica per Monitoraggio Follicolare in Procreazione Assistita

Il monitoraggio ecografico follicolare è parte integrante dei cicli di procreazione medicalmente assistita (PMA), sia nelle tecniche di I livello (inseminazione intrauterina) che in quelle di II-III livello (fecondazione in vitro). Consiste nell’esecuzione di ecografie transvaginali seriate per valutare la risposta ovarica alla stimolazione ormonale e determinare il momento ottimale per il prelievo ovocitario o l’inseminazione.

Nei cicli di PMA, la donna assume farmaci che stimolano le ovaie a produrre più follicoli (le strutture che contengono gli ovociti) rispetto al singolo follicolo del ciclo naturale. Il monitoraggio ecografico inizia generalmente dal 5°-7° giorno di stimolazione e viene ripetuto ogni 2-3 giorni fino alla maturazione follicolare.

Durante ogni ecografia vengono contati i follicoli in crescita in ciascuna ovaia e misurati i loro diametri. Si considerano maturi i follicoli con diametro di 17-20 mm. Viene anche valutato lo spessore dell’endometrio che deve raggiungere almeno 7-8 mm con aspetto trilamellare per permettere l’impianto dell’embrione.

Il monitoraggio follicolare viene integrato con dosaggi ormonali (estradiolo, progesterone, LH) per valutare la maturazione ovocitaria e prevenire l’ovulazione spontanea prematura. Quando un numero adeguato di follicoli ha raggiunto dimensioni mature, viene programmato il trigger ovulatorio (iniezione di hCG che induce la maturazione finale degli ovociti) seguito, dopo 34-36 ore, dal prelievo ovocitario (pick-up) nei cicli di FIVET/ICSI, o dall’inseminazione intrauterina nei cicli IUI.

Il monitoraggio follicolare permette anche di identificare e gestire complicanze della stimolazione: risposta ovarica eccessiva con rischio di sindrome da iperstimolazione ovarica (condizione potenzialmente grave), risposta inadeguata che richiede aggiustamento del dosaggio dei farmaci o sospensione del ciclo.

La frequenza delle ecografie può variare da donna a donna in base alla risposta ovarica. Generalmente sono necessarie 3-5 ecografie per ciclo. Questo comporta un impegno significativo per la donna che deve recarsi frequentemente al centro, spesso anche durante l’orario lavorativo.

Sonoisterografia (Ecografia di II Livello)

La sonoisterografia o isterosonografia è un esame ecografico di secondo livello che permette di visualizzare con maggior dettaglio la cavità uterina mediante introduzione di soluzione fisiologica sterile all’interno dell’utero durante l’ecografia transvaginale. Il liquido funge da mezzo di contrasto, distendendo la cavità e permettendo di identificare con precisione alterazioni endocavitarie.

È indicata quando l’ecografia transvaginale standard ha evidenziato o sospettato anomalie endocavitarie che richiedono migliore definizione: polipi endometriali (escrescenze benigne della mucosa uterina che possono causare sanguinamenti anomali o infertilità), fibromi sottomucosi (fibromi che sporgono nella cavità uterina), setti uterini o altre malformazioni uterine congenite, aderenze intrauterine (sinechie), ispessimenti focali dell’endometrio di significato incerto. È particolarmente utile nella valutazione dell’infertilità per escludere fattori uterini e nell’inquadramento di sanguinamenti uterini anomali.

L’esame si esegue preferibilmente nella prima fase del ciclo (giorni 6-10) quando l’endometrio è sottile e permette migliore visualizzazione. Dopo aver eseguito un’ecografia transvaginale basale, viene inserito in vagina un sottile catetere sterile che viene fatto avanzare attraverso il canale cervicale fino in cavità uterina sotto guida ecografica. Attraverso il catetere vengono introdotti lentamente 10-20 ml di soluzione fisiologica sterile che distende la cavità. Durante l’iniezione del liquido, la sonda ecografica transvaginale visualizza in tempo reale la cavità uterina, permettendo di identificare eventuali lesioni endocavitarie, valutarne numero, dimensioni, localizzazione, caratteristiche.

L’esame dura circa 10-15 minuti. Può causare crampi simili al dolore mestruale durante l’introduzione del liquido, che cessano rapidamente al termine dell’esame. È generalmente ben tollerato. Controindicazioni includono gravidanza in corso o sospetta, infezione pelvica in atto, sanguinamento abbondante in atto.

La sonoisterografia ha elevata accuratezza diagnostica, comparabile all’isteroscopia (esame endoscopico della cavità uterina) ma meno invasiva. In base ai reperti, può guidare la decisione per ulteriori approfondimenti (isteroscopia operativa per asportazione di polipi o fibromi) o rassicurare sulla normalità della cavità.

Ambulatorio Endometriosi

L’ambulatorio endometriosi è un servizio specializzato dedicato alla diagnosi e al trattamento dell’endometriosi, patologia ginecologica cronica che colpisce il 10-15% delle donne in età fertile ed è caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale (la mucosa che riveste la cavità uterina) in sedi anomale, tipicamente nel peritoneo pelvico, nelle ovaie, nelle tube, nell’intestino, nella vescica.

L’endometriosi si manifesta con sintomi variabili in intensità: dismenorrea severa (dolore mestruale intenso che peggiora progressivamente nel tempo), dolore pelvico cronico presente anche al di fuori delle mestruazioni, dispareunia profonda (dolore durante i rapporti sessuali), dolore alla defecazione o minzione durante le mestruazioni, infertilità (presente nel 30-40% delle donne con endometriosi). Tuttavia, la gravità dei sintomi non correla sempre con l’estensione della malattia: alcune donne con endometriosi avanzata hanno sintomi lievi, mentre altre con malattia minima soffrono di dolore severo.

La diagnosi di endometriosi è spesso ritardata di anni perché i sintomi vengono sottovalutati o attribuiti a “normali” dolori mestruali. La visita specialistica in ambulatorio endometriosi prevede un’anamnesi accurata focalizzata sui sintomi caratteristici, sulla loro cronologia e impatto sulla qualità di vita. L’esame ginecologico può evidenziare noduli nel setto rettovaginale o dolore alla mobilizzazione dell’utero.

L’ecografia transvaginale eseguita da operatori esperti è fondamentale per identificare endometriomi ovarici (cisti ovariche con contenuto ematico tipico, chiamate “cisti cioccolato”), noduli di endometriosi profonda a livello del setto rettovaginale, della parete intestinale, della vescica. La risonanza magnetica pelvica può essere richiesta per meglio mappare le lesioni profonde prima di un eventuale intervento chirurgico.

Il trattamento dell’endometriosi è personalizzato in base a età della paziente, sintomi, desiderio di gravidanza, estensione della malattia. Terapia medica: contraccettivi ormonali in continua (senza interruzione) per sopprimere le mestruazioni e ridurre la progressione della malattia, progestinici, analoghi del GnRH (farmaci che inducono menopausa farmacologica temporanea). Terapia chirurgica: laparoscopia per asportazione delle lesioni endometriosiche, cisti ovariche, aderenze. La chirurgia può migliorare significativamente i sintomi e, in alcune donne infertili, aumentare le possibilità di gravidanza spontanea.

L’ambulatorio endometriosi offre anche supporto per la gestione del dolore cronico (terapia del dolore, fisioterapia del pavimento pelvico), consulenza nutrizionale (alcune modifiche dietetiche possono aiutare a ridurre l’infiammazione), supporto psicologico (l’endometriosi impatta significativamente sulla qualità di vita, sulla vita di coppia, sul lavoro). Fornisce informazioni sulle possibilità riproduttive: pianificazione della ricerca di gravidanza, eventuale ricorso a tecniche di procreazione assistita.

Perché Scegliere Centro Paros per la Ginecologia a Brescia

La salute ginecologica e ostetrica richiede competenza specialistica, tecnologie diagnostiche all’avanguardia e un approccio rispettoso e personalizzato. Al Centro Paros di Brescia, offriamo un servizio ginecologico completo che accompagna la donna in tutte le fasi della vita.

Competenza Specialistica Completa

Il nostro team ginecologico ha formazione ed esperienza approfondite in tutti gli ambiti della ginecologia: ginecologia generale e preventiva, ostetricia e assistenza alla gravidanza, ginecologia dell’infanzia e dell’adolescenza, medicina della riproduzione, diagnosi prenatale, endometriosi. Questa competenza trasversale permette di offrire risposte qualificate a qualsiasi esigenza di salute femminile.

Diagnostica Integrata e Tecnologie Avanzate

La possibilità di eseguire ecografie durante la stessa seduta della visita ginecologica o ostetrica rappresenta un valore aggiunto significativo. Evita appuntamenti multipli, accelera il percorso diagnostico, permette correlazione immediata tra quadro clinico e imaging. Le nostre apparecchiature ecografiche di ultima generazione forniscono immagini di alta qualità per diagnosi accurate.

Approccio Personalizzato e Rispetto della Persona

Ogni donna è unica, con esigenze, storia, obiettivi diversi. Non applichiamo protocolli standardizzati ma elaboriamo percorsi personalizzati che tengono conto di età, condizioni cliniche, desideri riproduttivi, preferenze personali. Il rapporto che si instaura è basato sull’ascolto, sull’empatia, sul rispetto, senza giudizio.

Prestiamo particolare attenzione alla dimensione psicologica: la prima visita ginecologica nell’adolescente viene condotta con delicatezza per non creare ansia; le coppie che affrontano infertilità ricevono non solo competenza tecnica ma anche supporto emotivo; le donne con endometriosi trovano comprensione per una patologia che spesso è stata minimizzata per anni.

Continuità Assistenziale in Gravidanza

L’assistenza alla gravidanza richiede continuità: essere seguite dallo stesso professionista che conosce la storia della gravidanza, che ha instaurato un rapporto di fiducia, fa la differenza nella qualità percepita dell’assistenza e nella serenità con cui si vive l’attesa. Offriamo percorsi completi di assistenza prenatale con visite e ecografie programmate secondo le linee guida.

Servizi Specializzati per Condizioni Complesse

Per patologie complesse come l’endometriosi o l’infertilità, offriamo ambulatori dedicati con percorsi diagnostico-terapeutici specifici. Questo garantisce competenza specialistica approfondita, tempi di attesa ridotti per le visite di controllo, coordinamento ottimale quando sono necessari interventi di altri specialisti.


Centro Paros – Poliambulatorio Specialistico
Ginecologia a Brescia
Salute della Donna in Ogni Fase della Vita

Gli Specialisti

Dr.ssa Facchini Angela
Dr.ssa Rubessa Sabrina
Dr.ssa Mariachiara Eusebi